Fides: Il perdono e la misericordia

figliuol prodigo

 

La signora intervistata, disse, scandendo le parole : ” Ho perdonato, non ho dimenticato “.

La complessità del tema non esime da qualche rapida riflessione.

Distinguerei  un perdono  “orizzontale”  da uno  “verticale ”  : il primo, intercorre fra le creature umane ; il secondo è  la Divina Misericordia del Creatore verso le sue creature.

Nel “perdono orizzontale” l’offeso, subisce una ferita che custodisce  come  stimmata e memoria del perdono concesso all’offensore pentito; questa tipologia di  remissione, a volte, conserva  tracce di  rancore, simile al tarlo della ruggine che corrode il ferro.

In altri casi, il perdono orizzontale somiglia a moneta intermediaria che regola il mutuo  scambio di offese ; così  , le partite contabili del dare e dell’ avere, si chiudono in pareggio o, come si dice: questo va per quello ( cheste va pe chelle ); ma le cicatrici restano.

La Divina Misericordia, invece,  è perdono verticale  perchè, Dio Padre giudica con benevolenza la debolezza dei suoi figli pentiti e li assolve con l’abbondanza del suo perdono; nell’atto di clemenza  dimentica il peccato,  lo cancella,  in Lui non ne rimangono tracce o cicatrici.

 Così prega il salmista : ” Pietà di me, o Dio, secondo la tua Misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato” ( Salmo 51; 3 ); ” Contro di te, contro te solo ho peccato, quello ch’è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto ” ( Salmo 51;6 )

Anche il padre misericordioso del Vangelo di Luca  dimentica  i peccati del suo figlio pentito e convertito, accogliendolo in un abbraccio assolutorio ; l’uomo giusto diventa così paradigma dell’uomo  “immagine e simiglianza” di Dio

Fra gli uomini raramente il perdono orizzontale può sublimarsi nel perdono verticale, che implica  “dimenticanza” delle offese ricevute.

Ma la sensibilità di Borges, ha trasformato  questo sogno in poesia:

“Abele e Caino s’incontrano dopo la morte di Abele

nel tempo eterno di Dio.

Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano,

perchè erano ambedue molto alti.

Tacevano, come fa la gente stanca

quando declina il giorno.

Nel cielo spuntava qualche stella

che non aveva ancora ricevuto il nome.

Alla luce delle fiamme Caino notò sulla fronte di Abele

la ferita della pietra e, lasciando cadere il pane

che stava per portare alla bocca,

gli chiese perdono per il suo delitto.

Abele, però, disse :

” Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te ?

Io non lo ricordo più :

Adesso ,è bello stare quì 

insieme, come prima “.

Allora Caino replicò :

“Ora so che mi hai davvero perdonato,

perchè 

Dimenticare è perdonare “

 

( J.L.Borges)

Immagine by : www visionedioggi.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci
Fides: Il perdono e la misericordia

Fides : L’ira di Dio contraddice la sua misericordia ?

arcobal

 

 

L’ira è un sentimento  improvviso e violento, tipicamente umano ma non esclusivamente umano; infatti  è presente  anche in alcune divinità pagane.

Achille era un semidio , figlio del mortale re Pelèo e della nereide ninfa Teti.

La sua ira è celebrata da Omero già nei primi versi dell’Iliade :  “Cantami o diva del pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei …..) ; perfino gli dei  pagani non  furono immuni dall’ira; si racconta del carattere collerico e spigoloso di Zeus, sovrano degli dei.  

Fin dai tempi antichi, divinità colleriche e vendicative erano venerate da popolazioni e tribù delle Americhe, dell’Asia, del vicino oriente , dell’Africa.

Nelle narrazioni vetero-testamentarie  Dio Padre  è protettivo e generoso verso il suo popolo ( lo guida nel deserto, gli offre scampo dagli egiziani aprendogli   le acque del mar rosso ) ; a volte  lo castiga con tremende vendette (il diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra )

Ma nell’essenza di  Dio Padre possono coesistere due sentimenti evidentemente incompatibili : tanto ignobile l’uno quanto nobile l’altro ?

A me sembra che la risposta non possa essere che negativa.

Nella natura umana, invece, ira e misericordia  sono compatibili  perchè si manifestano alternativamente, in tempi diversi.

Per l’uomo  c’è un tempo per l’ira, ed uno per la misericordia.

Parafrasando  il principio  di non contraddizione, se è falso  sostenere che una  proposizione  e la sua negazione siano entrambe vere allo stesso tempo e nello stesso modo , analogamente è falso sostenere che l’ira e la sua negazione siano compatibili allo stesso tempo nello stesso modo; quindi, ira e  misericordia presuppongono  il tempo ( i tempi diversi) perchè non possono esplicarsi contemporaneamente 

Ora, Dio Padre  non ha tempo, è fuori del tempo , quindi non verificandosi la sfasatura del tempo  si realizzano i presupposti di validità del citato principio di non contraddizione da cui consegue l’incompatibilità, in Lui, fra ira e misericordia.

Proviamo adesso a fare un’ulteriore riflessione, partendo dalla domanda : cos’è l’ira ? 

In un frammento tratto dal suo libro ” De Ira “, Seneca la definisce  “una breve follia”

Quindi, un  Dio che fosse irato porterebbe  alla conclusione di  un sillogismo aberrante,  ovviamente da scartare.

Perciò, a mio modesto avviso, non sembra possibile che nell’essenza di Dio Padre possa esservi  traccia di un sentimento così sanguigno e terrestre come l’ira o la vendetta, sentimenti ignobili (nel senso di non nobile ) e meschini  che manifestano il desiderio di rendere il dolore col dolore;  tutto ciò è estraneo all’essere di Dio Padre.

Se è comprensibile (non giustificabile) che un essere umano voglia arrecare ad un suo simile dolore col dolore , applicando la legge del taglione, è impensabile che Dio Padre possa scendere al livello dell’uomo per colpirlo con gli strali della sua ira.

Essendo trascendente,  non c’è motivo di competizione  con la viltà dei sentimenti umani.

Come insegna il vangelo di Giovanni, Dio è amorevole  e misericordioso verso  le nostre umane debolezze perchè Dio è amore.

Nel vangelo di Luca (15) la  parabola del padre misericordioso che accoglie il figlio disubbidiente ma pentito  dimostra che nel cuore paterno  c’è sempre spazio per il perdono.

Secondo il salmista, Dio Padre è “lento all’ira e misericordioso ” ( Salmo 86 ) ed ancora “la sua collera dura un istante mentre la sua bontà è per tutta la vita ” ( Salmo 30 ) ed ancora ” la sua misericordia è per sempre ” ( Salmo 136 )

Sempre la misericordia  è prevalente sull’ira che viene più minacciata (come mezzo di conversione) che praticata. 

Il filosofo Abraham Heschel (1907 – 1972 )  ha osservato che Dio si renderebbe complice del male se rimanesse indifferente dinanzi all’ingiustizia ed all’oppressione dei più deboli; da qui il Suo diritto-dovere  ( se così si può dire ) di adirarsi ed insorgere a loro difesa; così l’ira di Dio troverebbe la sua giustificazione nella sua stessa esigenza di essere Amore.

Nel racconto evangelico ( Matteo 21 ) nostro Signore Gesù Cristo si indignò  scacciando i mercanti che avevano occupato un angolo del tempio  con i banchi delle loro mercanzie .

Ed allora, in nostro Signore Gesù Cristo, sempre misericordioso, nell’occasione  è prevalso il sentimento dell’ira ? 

In precedenza abbiamo provato a riflettere su Dio Padre, che è fuori dal tempo e dallo spazio, mentre Nostro Signore Gesù Cristo, il figlio dell’Uomo, è vero Dio e vero uomo; è  voluto entrare nella Storia del mondo  nascendo, vivendo e morendo  entro le coordinate spazio- temporali di ognuno di noi , ha condiviso sentimenti tipicamente umani, tranne il peccato, ha pianto per la morte di un amico, ha avuto paura nell’orto del Jetsemani, ha partecipato all’allegria delle nozze di Cana, è stato soggetto a tentazioni.

Tutto ciò nell’ambito temporale, quindi Egli ha vissuto momenti e sentimenti diversi, come noi esseri  umani.

Nella circostanza descritta, la sua ira non sembra scandalosa perchè assume la forza di una pedagogia che, talvolta, ha bisogno di esprimersi in modi eclatanti per essere compresa da chi ( come quei mercanti ) dalla tolleranza altrui e dalle cattive abitudini intendono far insorgere diritti.

Più difficile è comprendere il nesso fra il diluvio universale e l’ira di dio Padre.

Tanta distruzione è spiegabile soltanto in senso catartico : la fine di un mondo che precede un nuovo mondo.

E’ come la speranza che ci consegna l’Apocalisse: alla fine sarà il bene a vincere e  la sua vittoria implica  distruzione (del male ).

La fiducia e la pazienza proverbiale di Giobbe ci lascia intendere che Dio Padre non può essere compreso soltanto con le umane e limitate categorie speculative.

Come sempre, per il credente quando la ragione “non ha possa” deve affidarsi alle ali della fede per compiere l’ultimo miglio.

 

 

 

Immagine by : centumcellae.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fides : L’ira di Dio contraddice la sua misericordia ?

Tema : J’accuse

dito

 

Ecco tre citazioni icastiche sul tema dell’accusa :

“Quando un uomo punta il dito accusatore contro qualcuno, dovrebbe ricordare che le altre tre dita sono dirette a se stesso ” ( Louis Nizer, citazione tratta da G. Ravasi Breviario Laico )

” Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra ” ( Vangelo di Giovanni: 8,7)

” L’uomo preferisce discolparsi con la colpa altrui, piuttosto che con la propria innocenza ” ( Nicolàs Gomez Dàvila )

 

 

Immagine by :theblandefinger.wordpress.com

 

 

 

Tema : J’accuse

Fides : La spada

 

spada

 

Dal Vangelo secondo Matteo ( 10;34) Frammento

E Gesù disse  : ” Non sono venuto a portare la pace sulla terra, ma la spada; sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera e  i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.”

Queste parole, dure come sassi, scuotono l’acqua stagnante delle nostre convenzioni (e convinzioni ) .

Mi chiedo quale sia il significato della metafora.

La spada è simbolo di un taglio netto che allude al distacco da ogni affetto “disordinato”.

È  naturale ed umano che i genitori amino i loro figli e viceversa ; ma le parole del Divino Maestro interpellano ad una diversa gerarchia degli affetti familiari.

Un amore esclusivamente rivolto alle creature, che tralasciasse di amare prima di tutti il Creatore,sarebbe insensato.

Amare sì , ma non a prescindere  da Gesù, primizia di ogni cosa : “per mezzo di Lui tutte le cose sono state create “.

 Il rapporto interpersonale suocera – nuora ,sovente diventa conflittuale perché entrambe amano ( con tracce evidenti di gelosia ) lo stesso soggetto.

La parabola mi porta a ritenere che ogni manifestazione di amore può diventare un “amore malato” se non viene ricomposto attorno a Gesù.

La spada, quindi,  ha la funzione del bisturi adatto a recidere cellule che crescono in modo pericolosamente disordinato.

Ma il Cristo Signore ha portato la spada anche all’interno dell’ebraismo per il quale è ( e rimane ) ” scandalo ” e “pietra d’inciampo”

 

 

 

( foto by : storiainrete.com )

 

 

 

 

 

Fides : La spada

Marinai

orione

 

A volte è il tempo

che ci fa marinai

Indossiamo brache di tela

colore blu marine

E andiamo incontro al mare

E andiamo a navigare

Si dorme abbarbicati alle gomène della nostra barca

Come conchiglie al legno

In un abbraccio salato.

L’orecchio teso è attento

a decifrare il vento

musica vera per le nostre vele

Gli occhi resteranno accesi

e fissi

nella luce di Orione

Stella Gigante

cento volte più grande del sole

Col sigaro stretto fra i denti

tu sei il nostromo dei nostri destini feriali

Spira la brezza

E basta un dito

a governare la barra

L’onda langue davanti alla prora

E vi si spacca

Precisa

il bene come il male

A poppa schiuma e spruzzi

di questo nuovo millennio

Se il libeccio ci piega sul lato occidentale

vedremo affiorare scaglie di secoli

Colonne abbandonate a un dio sommerso

ed alla lenta corrosione delle alghe

A volte è il tempo

( e il modo ) che ci fa marinai

Perchè tutto dal mare viene

poi tutto vi ritorna

Forse anche noi

Esseri umani

fummo girini

migranti verso terre

fino all’approdo

Ma resta in noi questo richiamo immenso

E profondo

Che ci costringe ad oscillare fra terra e mare

odio e amore

 

Finchè tu, nocchiero 

Avvisterai fra i dubbi dell’afa notturna

Una luce astrale

Mille volte più grande di Orione

Stella gigante

 

 

( immagine by : www. conoscenzaecultura.blog)

 

Marinai

Mi piegherò nel cavo ……

 

palloncini

 

Mi piegherò nel cavo del tuo segreto

come in una cuna 

di glicini svanite …….

Senza tempo

Senza soccorso di messaggi d’acqua

Corrotto dai secoli ad una manciata di secondi

buttati come spiccioli

sul tavolo della roulette

in una fiera di paese

quando domenica mattina

ti coglie nel lucòre della tua incoscienza

indifeso sul sagrato d’una chiesa

in un vento di campane

fra mirìadi di palloncini in vendita

per i nostri attimi di superstite innocenza

E allora

attrezzi la mazza di misura

il ventilàbro

pietra d’angolo fra l’àzimut dell’avvenire

ed il nadìr delle memorie

in bilico sul trapezio

fra l’essere e il divenire

fare o non fare

vivere o morire

Ammesso che ciò significhi qualcosa.

Quante volte la parola

sembra pane d’ostia

Si spezza nelle bocche affamate

o si trasforma in sasso

Sigillo di mafia

fra languori di chitarre !

Si potrebbe andare incontro al temporale

con le facce sicure di chi fiuta il tempo

Tenendoci per mano

 

(foto by : santagatasantilario.it )

 

Mi piegherò nel cavo ……