Fides (Perché mi hai abbandonato ?)

Dal Vangelo secondo Marco (  15,34 )

“Alle tre del pomeriggio,  Gesù crocifisso, gridò con voce forte:

Eloi , Eloi, lemà sabactàni? “

(Nella traduzione : Dio mio,Dio mio perché  mi hai abbandonato ?)

Detto questo,spirò

Quel grido disperato, antico e misterioso ( citazione del Salmo 22,2 ) esprime tutta la disperazione dell’agonia e l’angoscia dell’abbandono e contiene significati incomprensibili all’intelligenza nostra.

Ma perché il Padre abbandona il Figlio?

Facciamo una riflessione preliminare : il Figlio è consustanziale al Padre; quindi Gesù racchiude in se la natura umana e la natura divina.

Affinché potesse avvenire il compimento del piano divino della salvazione, Gesù “doveva “morire come agnello sacrificale.

Ma sarebbe potuto morire se avesse mantenuto in sé anche la natura divina ?

Penso di no, perché Dio, essendo immortale, non può morire.

Quindi era “necessario” che Gesù fosse abbandonato dal Padre nell’attimo in cui avviene la sua morte, proprio per poter morire.

Può sembrare un paradosso ma se Dio Padre non l’avesse abbandonato, Gesù non sarebbe potuto morire.

Detto in forma equivalente : se Gesù non si fosse distaccato dalla sua natura divina non sarebbe potuto morire.

Ed il “distacco” della natura divina da quella umana è percepito da Gesù morente quando pronuncia “perché mi hai abbandonato”

Quindi l’unicità perfetta del Figlio col Padre, e viceversa, trova un attimo di discontinuità il momento in cui, per volere di Dio, la morte separa le due nature.

L’abbandono di Dio Padre nei confronti del Figlio ha reso possibile la morte di Gesù in adempimento del disegno divino della salvezza.

Fides (Perché mi hai abbandonato ?)

Tema : La vera gioia

seneca8

Caro Lucilio

Voglio indicarti gli indizi dai quali potrai capire se sei un sapiente.

Il sapiente, infatti,  è gioioso,  sereno, imperturbabile e vive allo stesso modo degli dèi.

Esamina, ora, te stesso:

Se non sei mai mesto

Se il futuro non ti rende ansioso

Se giorno e notte, il tuo animo rimane  lieto e fiducioso

Nel caso le tue risposte fossero tutte affermative. allora potresti definirti “sapiente”  e raggiungere così, il vertice dell’umana felicità. 

Se, invece, ti consumi nella continua ricerca di  vanità e di piaceri, sappi che ti manca la  saggezza , perciò ti mancherà la  gioia.

Ma tu desideri conquistarla…….

Sbagli se speri di afferrarla cercandola  tra le ricchezze e gli onori; ossia, tra le preoccupazioni. 

I beni ingannevoli, dai quali ci si attende gioia e piacere, sovente sono causa di dolori e di affanni mentre la saggezza  regala una gioia umile,costante, che non si interrompe e non finisce, com’é quella  che accompagna gli dèi e gli èmuli degli dèi.

La gioia finisce quando la sua origine è in altro od in altri;   la “vera gioia”, invece è duratura perchè non dipende  da altri, quindi non è soggetta al loro arbitrio.

Il caso (o la sorte)  non possono donare la ” vera gioia” ; e non essendo in grado di donarla non possono nemmeno  togliere ciò che non hanno dato. 

Quindi, la vera gioia è un dono prezioso che soltanto la saggezza può elargire.

Ti saluto

[ Mia rielaborazione  da : Lettere a Lucilio ; Lucio Anneo Seneca ( 4 a. C –   d.C )]

( diapositiva by : http://www.garzanti.it )

Tema : La vera gioia