The Stars :La ballata dei profeti

 

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Se i profeti irrompessero

dalle porte della notte

 con lo zodiaco dei démoni sulla fronte

come orrido diadema

e sulle spalle

il mistero circolare

di cieli cadenti e risorgenti …….

 

Se i profeti irrompessero

dalle porte della notte

regalando le scintille di mille fiaccole d’oro

per indicare con le vene delle mani

le vie stellari 

a quelli che affondano nel sonno …….

 

Se i profeti irrompessero 

dalle porte della notte

per cercare un orecchio come patria

lasciando cicatrici di parole

nei campi arsi dalla consuetudine

riportando qualcosa di perduto

a chi ha smesso di sperare …….

 

Orecchio degli uomini

ostruito dalle ortiche

Sapresti tu ascoltare ?

Se la voce dei profeti

soffiasse nei flauti – ossa dei bambini uccisi

e spirasse l’aria bruciata dalle grida del martirio ……

Se costruisse un ponte 

col respiro affannoso dei vecchi …….

Orecchio degli uomini

così attento alle banalità

Sapresti tu ascoltare ?

 

Se i profeti

volando con le ali turbinose dell’eternità

ci lacerassero l’udito con le parole

chi potrebbe difendersi ?

 

Se i profeti risorgessero

nella notte degli uomini

e come amanti

andassero alla ricerca del cuore amato

 

Notte degli uomini

avresti tu un cuore da donare ?

 

( Nelly Sachs, da ” Le stelle si oscurano ” ; mia rielaborazione)

immagine by : http://www.tgcom 24.mediaset.it

 

 

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The Stars :La ballata dei profeti

Il Gomitolo

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Caro gomitolo 

Ammiro la perfezione sferica

della tua forma 

e l’eleganza con cui ti appoggi

sul piano

In equilibrio

come  ballerina

danzante sulle punte.

Caro gomitolo di lana

ti vuoi bene, si vede.

Ti abbracci  teneramente

avvolgendoti  completamente nella matassa.

Però, se necessario, ti dipani,

 trasformandoti in sciarpa,

scialle o cardigan

donandoci tepore.

Nasci egoista ed autosufficiente

Ma sei pronto a disfarti

per diventare tutto in tutti

generosamente.

Caro gomitolo di lana

Il tuo bàndolo si svolge

all’ interno di una trama

che solo a fine riconoscerai.

Nel tuo destino c’è un non so che di umano

che sembra  quasi assomigliare al mio.

 

 

(immagine by it.depositphotos.com)

 

 

Il Gomitolo

Hotel L’infinito

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle

e quest’Hotel

che prima colazione al prezzo include.

Ma sedendo e bevendo ‘sta ciofèca 

(“sembra ” un caffè

ma fingo)

mi vien da vomitare

che paura !

E come il vento odo stormir fra queste fronde

io le tariffe di booking  vò comparando

E mi sovvien della pensione Giulia

e la bassa stagione

e la presente

e viva

e il suon di lei

Così, le telefono

e la sento

Mi fa un’offerta a Cesenatico

e al momento

Io vado

E il naufragar m’ è dolce

in alto mare !

Hotel L’infinito

Guido, i vulesse ……..

 

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Guido i vulesse

ch’a tu, Peppe e io

 ‘nu viento  é suonno n’sieme ce pigliasse

e  ‘na varca liggiera ce purtasse

addò stù mare luccica:

a Surriento.

 

Là senza n ‘tuppo

e senza  ‘mpedimento

ognuno campasse chiù cuntento

E o’ sfizio ,ammacaro, se levasse

e se ne vedè bene d’ò strumiento.

 

Basta ca Cuncettina

Basta ca  Nanninella

(e pure  ‘na  trentesima vajassa)

mago Merlino a nuje ce le purtasse.

che tutt’o’ juorno d’ammore se parlasse 

e ò core assaie cuntento s’addurmesse.

 

Guido

sienteme a mmé

Facimmo  ‘na scummessa :

 Pe  ‘nu suonno doce é  ‘nu mumento

Ogne nenna

che priezza ca pruvasse !

 

( Mia libera versione tamarro-napoletana del sonetto : “Guido, i’ vorrei che tu Lapo ed io” tratto dalle Rime di Dante Alighieri ”   

 

 

( immagine by : http://www.genoa. carpediem. cd )

 

 

 

 

 

 

 

 

Guido, i vulesse ……..

Il fiordo della speranza

 

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Le notti chiare erano tutte un’alba.

Nell’afa

lontano intravvedevo

il fiordo acceso  della mia speranza.

 I canali mormoravano  

pensieri liquidi

Mentre una mano invisibile 

ritmava  il tamburello.

Noi non ascoltammo

le parole dette 

sulle vie polverose in Palestina.

Noi abbandonammo nelle tasche 

le nostre mani nude

scivolando nel pozzo screpolato

dell’adolescenza.

Forse  berremo pioggia  

di concave notti  senza spassi.

Forse riposeremo come sassi

sull’erba fitta

lontani dall’orgoglio delle felci.

Beata te

che sei salda e fedele come un salmo.

Il tuo amore non parla di parole.

Ha cenni silenziosi 

ha sguardi di zaffìro.

Dai tuoi giardini schiusi 

sale l’essenza

d’un fresco melograno

E si allontana da me

quell’amara fragranza d’oleandro

 

 

 

(immagine by : www. travelfar.it )

 

 

Il fiordo della speranza

In memoria d’Ilaria del Carretto

 

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Alle tue soglie

anche il mio passo

Incerto passo

di vago pellegrino

Lucerna opaca

sul filo di memorie

Del sole che strazia le navate

qui non scorgo ferita

che vìoli l’eterna solitudine

Raccolse i tuoi silenzi 

su steli di reliquie

Chi portava ramingo fra le nebbie

il falco acuto

I meriggi eccitati d’Agrigento

Il dolore dei versi :

“sei qui rimasta sola”

Sgomenti i ceri

Il marmo tuo del volto

si scioglie come in pianto

 

immagine by http://www.italianways.com

In memoria d’Ilaria del Carretto

Isaia 43 (del dimenticare )

 

 

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Non temere

Io ti ho riscattato

Ti ho chiamato per nome

Tu mi appartieni

Se dovrai attraversare le acque, Io sarò con te

non resterai sommerso

Se dovrai attraversare il fuoco

non resterai scottato

Io sono il Signore 

Dio tuo

Tuo Salvatore

Tu sei prezioso ai miei occhi

Non ricordate più le cose passate !

Non pensate più alle cose antiche !

Ecco

 Io faccio una cosa nuova

Aprirò una strada nel deserto

Immetterò nelle steppe fiumi d’acqua

Perciò anche le bestie selvatiche mi glorificheranno

Invece tu, Giacobbe, non mi hai invocato

Anzi ti sei stancato di me,

mi hai molestato con i tuoi peccati

mi hai stancato con le tue iniquità

Ma io, ecco, cancello i tuoi misfatti

Per riguardo a me, non ricordo più i tuoi peccati

 

(frammenti; mia rielaborazione )

immagine by : http://www.gruppo 3 mil ….

 

Isaia 43 (del dimenticare )